sabato 30 agosto 2008

prepariamoci....e boicottiamo!

Ogni anno il 7 ottobre in America si festeggia il Columbus Day, giorno in cui si dice, si festeggi Cristoforo Colombo , che tanti osannano e lodano come un eroe.....

C. Colombo fu l' iniziatore del primo commercio di schiavi attraverso l' Atlantico.

L'immagine “http://www.stopcolumbusday.org/images/cowboy.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Quel giorno innescò 150 anni di "genocidio" dei Nativi Americani da parte dei conquistatori stranieri.
Anziché come giorno dell’orgoglio delle proprie origini, questo giorno dovrebbe essere ricordato come il giorno della “Resistenza Indiana Americana”.
Vergogna!!!!
Intanto ascoltiamo queste parole di un grandissimo capo indiano e riflettiamo su quanto sia assurdo ed ingiusto tutto ciò...


video


martedì 26 agosto 2008

son qui...

Son qui dopo una giornata di lavoro con note indiane che risuonano nelle mie orecchie...mi immergo in questi canti meravigliosi, tra flauti e suoni naturali....pioggia, terra,acqua...tutto sembra fermarsi per un attimo e come per magia ogni pensiero negativo scompare lasciando spazio solo all'immaginazione e a pensieri buoni...è la magia di questo popolo, il suo potere buono , la sua saggezza che mi parla e mi trasmette pace, amore e serenità in un mondo in cui non val la pena affliggersi, avvilirsi e stare male...perchè non è questa la nostra vera natura....la nostra vera essenza va aldila di tanta falsità, materialismo e cattiveria...siamo nati per essere liberi ...liberi non di fare cio' che si vuole...ma liberi da...schemi, regole,condizionamenti e da quella polvere che spesso cela alla nostra vista la meraviglia dell'esistenza,annebbiandola con tanta stupidità e arroganza! ...ed ora voglio solo sognare con loro....il resto sono dettagli a confronto!

http://albatros.blog.kataweb.it/files/photos/uncategorized/acchiappasogni1.jpg

sabato 23 agosto 2008

comunic-azione indiana

Riporto un interessante articolo tratto dal sito www.farwest.it , molto bello e ben fatto...Buona lettura gente...


I segnali di fumo

Apparivano dal nulla e si trovavano di fronte, senza sapere altro che le proprie intenzioni nei confronti dell’altro. E spesso non parlavano la stessa lingua. Gli indiani avevano bisogno di comunicare, di farsi capire da chi non apparteneva alla stessa banda o alla stessa tribù. Un incontro casulae lungo una pista o in una foresta poteva anche finire in tragedia se non si chiarivano gli intenti velocemente.
Ogni tribù parlava la propria lingua che poteva essere compresa solo dai membri di quella tribù.
Come si poteva comunicare se non si conosceva la lingua di una tribù?
Comunicare era molto importante, per esempio quando si praticava il baratto o quando si conducevano trattative per la pace.
Ecco dunque un fiorire di mezzi di comunicazione pratici, semplici e per nulla tecnologici. Il più famoso tra tutti è senz’altro il linguaggio dei segni. Era universalmente noto e tutti lo capivano.
Bastava un sapiente articolare mani, braccia e dita per far capire chiaramente a qualunque altro indiano alcuni concetti elementari e, talvolta, qualcosa di più.
Il linguaggio dei segni comprendeva quasi 400 gesti, uno differente dall’altro.
Per comunicare in questo modo gli indiani avevano bisogno - come si è detto - di entrambe le mani e le braccia, così come di tutte le dita.

Una tabella con alcuni tra i “segni” principali

Così gli indiani potevano comunicare per ore e ore tutti insieme anche se non conoscevano la lingua degli altri.
Il linguaggio dei segni era anche molto utile durante la caccia e sul campo di battaglia perchè in questo modo un indiano poteva farsi capire dai suoi compagni senza usare la voce e farsi sentire così dal nemico.


Altri tipi di segnalazioni

Questo quando per parlare si stava abbastanza vicini.
Come facevano gli indiani a scambiarsi informazioni a distanza?
In questi casi utilizzavano altri sistemi, tra cui i famosissimi segnali di fumo, visibili anche da molto lontano. Questo metodo è stato reso famoso dai film western e dai fumetti che ne hanno ampliato la reale portata. In realtà con il fumo era possibile trasmettere concetti elementari, come l’arrivo di amici o di nemici. Poco altro.



Il telegrafo indiano

Gli indiani accendevano stoppie o sterco di bisonte e quando il fuoco partiva lo coprivano parzialmente con erba o frasche verdi; poi le fiamme venivano soffocate con una coperta finchè quest’ultima non veniva improvvisamente tolta dal fuoco.
Con le colonne di fumo che si alzavano era possibile inviare notizie ad una tribù anche attraverso la grande prateria.
In base a quanto tempo la coperta rimaneva sulle fiamme gli indiani creavano forme diverse di colonne di fumo e con questo metodo inviavano i loro messaggi.
Il fuoco veniva alimentato in continuazione e la coperta fungeva da oggetto segnalatore, era grazie a come veniva usata, sventolata sopra le fiamme o lasciata sul fuoco che i messaggi venivano realizzati.
Oltre a questo mezzo di comunicazione, l’Indiano usava i segnali eseguiti con le coperte, quelli determinati dal movimento del cavallo e del cavaliere, quelli con gli specchi. Tutti questi mezzi erano talmente collaudati e conosciuti dalla gran parte delle tribù indiane che si potevano trasmettere informazioni importanti e ben dettagliate senza emettere un solo suono.
Si poteva comunicare, ad esempio, la distanza e la consistenza di una mandria di bisonti facendo muovere il cavallo in determinate direzioni e con precise mosse.



Ancora segnali di fumo

Anche gli Americani adottarono i linguaggi muti degli Indiani delle pianure, non solo per comunicare con i Nativi, ma anche per «parlare» tra di loro, quando la distanza o la situazione non permettevano scambi di informazioni a voce o per iscritto.
Non solo.
Molte denominazioni geografiche portano ancora oggi nomi indiani: valga per tutte l’esempio di molti Stati americani che hanno nome indiano come, ad esempio, Oklahoma «il popolo rosso», Missouri «il grande fiume», Mississippi «il grande fangoso», Texas «amici», Idaho «salve», e molti altri ancora.

martedì 19 agosto 2008

comunic-azione

Come comunicano gli indiani?

Gli indiani avevano come sappiamo tutti, un modo di comunicare molto speciale tutto loro...i famosi segnali di fumo li volgiamo ricordare?
Ebbene stasera parleremo della comunicazione tra indiani , lasciandoci trasportare un altro po' in nel loro mondo meraviglioso che spesso non è stato capito ma solo soggetto a guerre sanguinose, crudeltà e ignoranza dell'uomo bianco ,che con la sua arrognaza e stupidità ha rovinato e cancellato molti di quei tesori che rendono il popolo indiano una vera e propria riccchezza spirituale per tutti noi....
Noi che spesso non sappiamo proprio nulla di comunicazione...Oggi ?
si Sente tanto, ma si Ascolta poco...

Canto di Mezzanotte


http://xoomer.alice.it/wdugoni/immagini/varie/indiano1.gif


Gli indiani avevano molti mezzi per comunicare tra loro. I guerrieri delle praterie , in pochi minuti, per mezzo del fumo potevno trasmettere un messaggio a 100 e piu' miglia di distanza, perchè nelle belle giornate i segnali di fumo trasmettevano le notizie quasi con la stessa velocità dei "fili parlanti" degli uomini bianchi. Le segnalazioni con lo specchio,spesso usate durante i combattimenti, serviviano per trasmettere direttamente un messaggio , con un sistema di lampeggiamenti a una distanza fra gli 8 e 17 km. Quando i guerrieri di diverse tribù si riunivano parlavano a segni.Lungi dall'essere primitivo, questo mezzo era scorrevole e preciso quasi quanto un discorso. Chi sapeva parlare a segni con abilità ,era in grado di comunicare un sottile gioco di parole o una storia complicata e persino i concetti piu' astratti.Il linguaggio a segni era una scrittura ideograficatradotta in gesti, con un simbolismo che spesso giungeva al licvello della poesia.
Il segno che indicava la parola "primavera" conssitevas nel porre la mano destra sul terreno, col dorso all'ingiù,il pollice e le altre dita rivolte verso l'alto.Poi la mano si alzava piu' volte per indicare che l'erba cresce. Il segno ceh indicava la parola "autunno", consisteva nel rappresentare le foglie che cadono da un albero."....(continua...)